venerdì 26 ottobre 2012

Animali e dita.


Ultimamente sto notanto tanti animali che si divertono ad avvolgere le dita e i polsi di molte fashionbloger. Non sono un'amante degli anelli (al contrario dei bracciali), ma mi diverte molto questa tendenza e mi fa anche simpatia. Alcune volte non sono solo gli animali, ma le loro zampe.

mercoledì 10 ottobre 2012

Scandolls!

Un video passatomi da un amico la cui fotografia è curata da un suo amico fotografo. Simpatico e un pò si riallaccia al discorso dei nostri piaceri e delle nostre ossessioni. Mi riconosco nelle due protagoniste. MAI sopportato di avere indosso lo stesso capo in contemporanea con un'altra persona. Sempre detestato quelle amiche che da piccole o da grandi ridevano ad essere vestite uguali come due gemelline. No, odio profondo!



A Presto
M.M.

lunedì 8 ottobre 2012

Post segnalatomi da un mio compagno di università nel delirio pre-laurea.



Panico da consegna in periodo di tesi. Rimedio: gonna color tortora a pois bianchi, vita alta, raso e seta. Ansia pre-laurea con la relatrice che mette in forse la sua presenza all’ultimo e una commissione pronta a sbranarmi. Rimedio: vestito blu elettrico alla romana, stretto appena sotto il seno, scollo dritto, spalline sottilissime incrociate sulla schiena e – attenzione attenzione – STRASCICO. Paranoie per la ricerca di un lavoro in un periodo in cui “il lavoro non c’è e quello perfetto non l’avrai mai, tanto vale accontentarsi”. Rimedio: scarpe alte in raso platino con zeppa in corda, cinturino dorato, e raffinato motivo a strass che impreziosisce la punta.
Ma quanto fa bene lo shopping. Un’ora strappata ad un mattino impegnatissimo o un pomeriggio intero in tutta calma, sole o in compagnia di amiche – fidanzati – mamme – sorelle, inconcludente o fruttuoso, non si può negare che lo shopping sia un’attività assolutamente gratificante e terapeutica. Il che generalmente non è compreso dalla qualsiasi persona di sesso maschile che ci ha viste uscire di casa moge e col morale sotto le scarpe e ci vede tornare felici e appagate, con un sorriso da un orecchio all’altro e 2 o 3 sacchetti lucidi e sgargianti sotto il braccio.
Per le delusioni d’amore o un esame andato male (o, peggio ancora, quelli in cui si gioca la fatidica carta – coniglio e non ci si presenta neanche), per lenire l’amaro di una litigata tra amiche o col moroso, non c’è niente che distenda i nervi come un bel giro per i negozi, siano di un centro commerciale o – come personalmente preferisco – delle vie di un piccolo paesino o di una grande città (impareggiabile la bella Milano, con la zona dal Duomo a San Babila, Brera, via Torino, corso Montenapoleone e Buenos Aires e via discorrendo fino a quelle piccole e nascoste vetrine-gioiello incastonate fra le case).
Ma cosa spinge tante ragazze e donne di qualsiasi età a fare incetta di scarpe, borse, accessori, capi d’abbigliamento, cosmetici? Cosa attrae dello shopping? Cosa porta una donna (o un uomo particolarmente intelligente) a spendere dei soldi non per “avere quel che serve per vestirsi”, ma per comprare capi unici secondo un gusto preciso? E perché è tanto benefico l’effetto del “vedo-mi piace-compro”?
Dopo un’accurata ricerca, l’osservazione del-mio-io-in-azione (deleterio per le mie tasche, ma per la scienza si possono ben fare questi sacrifici) e la lettura di diversi manuali sull’argomento (Il senso religiosoe la serie completa di I love shopping) posso azzardare una conclusione: lo shopping ci rivela a noi stesse.
Guardare le vetrine, lasciarsi inebriare dai colori degli abiti e scegliere il capo giusto per noi, è uno strumento infallibile per capire che il nostro gusto funziona bene, “siamo fatte” bene e non c’è nulla di sbagliato in noi. Pensateci: siamo in grado di riconoscere una cosa bella quando la vediamo, pur in mezzo al ciarpame e alle terribili ammucchiate di fine saldi. Sappiamo quale colore di fard o ombretto si adatta meglio alla nostra carnagione. Possiamo abbinare colori e tessuti diversi, optare per linee classiche o reinventare i pezzi senza aver paura di osare. E poco importa se sono capi griffati o da mercato: ciò che li tiene insieme è la personalità unica di chi li indossa, è il nostro personalissimo cuore che batte più forte quando ci innamoriamo di “quel” paio di jeans, di “quelle scarpe”, e facciamo centro!
Ecco perché, quando tutto sembra andare storto, lo shopping ci tira su. La vita di noi donne è difficile: tutte noi sappiamo bene quante paranoie possano attanagliare la nostra mente, di quanti pettegolezzi possiamo essere oggetto, quante menate inutili ci facciamo. E, ammettiamolo, sappiamo essere grandi stronze tra noi. A volte capita di sentirci abbattute, non all’altezza della situazione o sbagliate, “fatte male”. Non ci sono obiezioni che reggono: quel cuore che sa ancora riconoscere e gustare una cosa bella per sé, funziona a meraviglia! E allora amiche, nei momenti no, andiamo a lustrarci gli occhi facendo un bel giro di sano shopping, ritorniamo a camminare a testa alta e occhi ben aperti, riappropriamoci del nostro cuore e torniamo a desiderare tutta la bellezza del mondo!

A Presto
M.M.


venerdì 28 settembre 2012



Stavate seriamente pensando ad un giretto da Agente provocateur??
Dimenticatelo: il vostro modello sarà Bridget Jones!

mercoledì 26 settembre 2012


In un post precedente avevo già affermato che ultimante ci stanno un pò tutti dicendo che siamo nati nel periodo sbagliato della moda. Meglio guardare al passato con una rivisitazione e revisone continua: dai greci ai cinesi, dall'impero russo a tutti i decenni del '900. C'è per ogni gusto e ogni foma. Però mi permetterei di citare Goethe nel dire che 

l'artista non è colui che crea qualcosa di nuovo, bensì chi è in grado di presentare cose già risapute come se non fossero mai state dette.


Dalle linee più classiche


A quelle dell'inizio del secolo (con qualche dettaglio più recente, come i bottoni dei cappotti LV che sono identici a quelli che si usavano sui cappotti negli anni '80. Li ricordo ancora sui cappotti di mia madre e qualcuno anche sui miei). Inutile dire che il cappotto sarà uno dei protagonisti della stagione.


Alle fantasie che sanno di altri tempi e altri imperi.


A quella che fu l'infanzia di alcuni di noi, di un'immagine icona del nostro Bel Paese e che spesso gli stranieri (ma un pò anche gli italiani) vorrebbero ritrovare. Altra tematica di questa stagione, lo sfarzo (finto o vero), gli accessori grandi e vistosi, le fantasie barocche che tornano, sia sui tessuti, sia nelle stesse foto pubblicitarie.


Ai colori del pop più british.


Alle brave ragazze e finte tali


A Presto
M.M.



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